Una visita nel cuore di tenebra dell’occupazione sovietica in Lituania. La casa museo di Dalia Grinkevičiūtė.
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Laukuva, un paese nella Lituania occidentale circondato da dolci colline e qualche lago. In questo paese si trova una casa che racchiude la storia di un popolo. Quello lituano. Un popolo oppresso per decenni, prima dall’impero zarista e successivamente dall’Unione Sovietica che occupò la Lituania nel 1940 e alla fine della Seconda Guerra Mondiale se ne impossessò nuovamente. Solo nel marzo del 1990 il paese Baltico riuscì a riconquistare la sua indipendenza.

In quella casa viveva Dalia Grinkevičiūtė, una delle centinaia di migliaia di persone lituane deportate in Siberia dai sovietici. La loro colpa? Essere lituani. Era adolescente, appena 13 anni, quando fu deportata con la sua famiglia a Trofimovsk. Un’isola disabitata, inospitale, dove il permafrost la fa da padrone. Dalia era una sopravvissuta. Riuscì a tornare nella sua patria solo nel 1956 (vedi la sua storia).

LA CASA MUSEO
Quella casa oggi ospita un museo dedicato alla sua storia e a quella di altri abitanti di Laukuva. Come ci dice Saulius Valius che ha curato l’allestimento del progetto: “Questa esposizione racconta non solo la storia di Dalia, ma racconta un intero periodo storico”. I momenti bui dell’occupazione sovietica.
I documenti, le foto, le testimonianze, raccontano le persecuzioni, le angherie subite dai lituani durante il periodo sovietico. Le difficoltà che ogni persona sopravvissuta alla Siberia affrontava in patria dopo quindici, venti anni di sofferenze in esilio.
Grazie a Loreta Kalnikaitė, che abita a Silalė, cittadina a pochi chilometri da Laukuva, e che per anni si è fatta promotrice del progetto del Museo dedicato a Dalia Grinkevičiūtė, abbiamo potuto visitare la casa nel 2018. Prima che fosse restaurata e trasformata in un museo. Gli oggetti personali di Dalia, i piccoli dettagli sparsi nelle stanze spoglie, nella cucina di allora, raccontavano di una vita di ristrettezze, nonostante Dalia fosse un medico che si era laureato con il massimo dei voti.
UNA VITA SENZA COMPROMESSI
In quelle stanze si respirava la storia di una persona, di un popolo che non si arrese mai all’occupante e che lottò, anche attraverso le piccole cose quotidiane, per la libertà.
Dalia non scese mai a compromessi con il governo sovietico, non risparmiò mai una parola per difendere i suoi diritti, e per aiutare le persone in difficoltà che vivevano in quella zona rurale della Lituania.

Oggi quella casa è diventata un museo con foto e documenti dell’epoca, con video che raccontano la vita di Dalia e degli abitanti di Laukuva. Un percorso che è storia, ma anche sentimenti, emozioni e la dura vita sotto occupazione.
IL NEMICO DI SEMPRE
La sua storia, come quella di molte altre persone che vissero quel periodo, andrebbe conosciuta da tutti. Tanto più oggi con la guerra tornata in Europa. Il medesimo colpevole delle sofferenze di Dalia e dei suoi compatrioti, ha nuovamente l’aspirazione di costruire l’impero perduto, di occupare non solo l’Ucraina devastata da una guerra su vasta scala scatenata dalla Federazione russa il 24 febbraio 2022, ma anche i Paesi Baltici e altre nazioni occupate durante il periodo sovietico.
Il nostro invito è quello di visitare la Lituania e di non soffermarsi solo alla capitale Vilnius, ma di esplorare luoghi come Laukuva, come il museo dedicato a Dalia Grinkevičiūtė.
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